PCC
Il carbonato di calcio precipitato (PCC) si produce mettendo in reazione del latte di calce con dell’anidride carbonica, favorendo perciò la precipitazione del prodotto a livello di polvere finissima che, generalmente, è composta di singole particelle di dimensione inferiore ai 5 micron. Idealmente questo processo è realizzato in una fabbrica di calce, dove le materie prime necessarie – la calce viva e l’anidride carbonica presente in alto tenore nei gas di scarico – sono resi disponibili da un’unica fonte, il forno da calce.
E’ desiderata una calce viva ad alto tenore di ossido di calcio attivo, come ad esempio la calce con un basso valore residuale di CO2 e di altre impurità. Sebbene l’incotto sotto forma di carbonato CaCO3 possa essere rimosso in gran parte con la vagliatura preliminare del latte di calce, altre impurità come MgO, SiO2, Al2O3 e specialmente Fe2O3, in virtù della loro ridotta grandezza particellare, rimangono presenti nel PCC alterandone per effetto le proprietà finali, quali la brillantezza e l’opacità. Diversi produttori di carbonato di calcio precipitato (PCC) richiedono calci differenti per livello di reattività, per quanto, tutti mirano per un’ottima uniformità.
Il carbonato di calcio precipitato (PCC) è utilizzato in modo differenziato in molte industrie quali ad esempio quelle dei pigmenti, delle vernici e dei filler di carica. I principali campi di applicazione riguardano i processi di produzione della carta, delle pitture, della plastica, della gomma, dei farmaci e dei cosmetici.
I forni a singolo tino così come il forno a tino anulare e il forno Maerz HPS a singolo tino possono produrre calce con il grado di qualità richiesto, fornendo, allo stesso tempo, gas di scarico con un alto tenore di anidride carbonica (CO2).
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